Cool Runnings (Quattro sotto zero)

  • Valutazione

Dettagli del film

Regista
Jon Turteltaub
Durata
1 h 37 min
Data di uscita
1 Ottobre 1993
Attori
Leon, Doug E. Doug, Rawle D. Lewis, Malik Yoba, John Candy, Raymond J. Barry
Generi
Fiction
Sport
Bob
Olimpiadi
Calgary 1988
Panoramica
Film liberamente ispirato alle vicende del Bob giamaicano che nel 1988 partecipò alle Olimpiadi.
 
Attinenza olimpica
Le Olimpiadi spuntano qua e là, ma la trama si muove spesso fuori dal villaggio olimpico.
   
Dove vederlo in streaming

Sinossi

Ispirato a una storia vera, Cool Runnings racconta l’incredibile avventura della squadra di bob della Giamaica alle Olimpiadi Invernali di Calgary 1988. Partendo da un’idea apparentemente assurda, il film segue un gruppo di atleti determinati a sfidare ogni previsione.

Tra allenamenti improvvisati e difficoltà logistiche, la squadra affronta un percorso pieno di ostacoli. Il contrasto tra il clima tropicale di origine e le condizioni estreme della competizione aggiunge un elemento di originalità alla storia.

Il tono è leggero e spesso comico, ma il film non rinuncia a trasmettere un messaggio forte sulla perseveranza e sull’importanza di credere in se stessi. I protagonisti crescono nel corso della narrazione, imparando il valore del lavoro di squadra.

Le Olimpiadi rappresentano il momento culminante, ma ciò che conta davvero è il percorso compiuto per arrivarci.

Quattro sotto zero è un film divertente e ispirazionale, capace di raccontare una storia improbabile con grande efficacia.


“Quattro atleti neri nel circo bianco. L’anno è il 1988, il luogo Calgary, in Canada. Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi invernali, un team di bob su ghiaccio partecipa con i colori della tropicale bandiera giamaicana. Il fatto incongruo e paradossale, è realmente accaduto, e John Turteltaub (‘Tre ragazzi ninja’) si è precipitato a trarne una piccola ma insipida epopea decoubertiniana, intrisa di incrollabili valori americani (la sfida impossibile, il sogno che si avvera, la leale competizione come test morale) sintetizzabili in un concetto sempreverde: chi la dura la vince – o quanto meno non sfigura.” (Stefano Martina, ‘Il Messaggero’, 21 febbraio 1994)

 

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