Race (Il colore della vittoria)
Biopic che attraverso la vicenda di Owens ricostruisce le Olimpiadi di Berlino 1936 come crocevia di sport, propaganda e politica internazionale.
Dettagli del film
Attinenza olimpica
Dove vederlo in streaming
Scopri come le Olimpiadi di Berlino 1936 sono rappresentate in questo film.
Sinossi
Race – Il colore della vittoria, diretto da Stephen Hopkins, ricostruisce la parabola sportiva di Jesse Owens, destinato a diventare una delle figure più emblematiche della storia olimpica.
Il racconto segue Owens dagli anni universitari negli Stati Uniti, segnati dal talento eccezionale e dalla discriminazione razziale, fino alla preparazione per le Olimpiadi di Berlino 1936. La dimensione sportiva si intreccia costantemente con quella sociale, mostrando il contrasto tra i successi dell’atleta e la persistente segregazione americana.
Il film amplia però lo sguardo oltre il biopic tradizionale. Ampio spazio è dedicato al dibattito sul possibile boicottaggio statunitense dei Giochi tedeschi, alla figura di Avery Brundage e alle tensioni diplomatiche che accompagnarono l’evento. Le Olimpiadi emergono così come terreno di confronto tra idealismo sportivo, interessi politici e propaganda internazionale.
Significativo anche il ritratto di Leni Riefenstahl, mostrata nel ruolo di cineasta chiamata a immortalare i Giochi e al tempo stesso figura ambigua all’interno dell’apparato simbolico del regime nazista. Il film riconosce così anche la dimensione mediatica e cinematografica di Berlino 1936.
La parte finale dedicata alle gare olimpiche restituisce il valore storico delle quattro medaglie d’oro conquistate da Owens, presentandole non solo come impresa atletica, ma come momento capace di incrinare la retorica razziale del Terzo Reich.
Race si distingue quindi come una delle rappresentazioni più complete dell’universo olimpico nel cinema contemporaneo: biografia individuale, evento sportivo e contesto politico convivono in equilibrio raro.
Film e Olimpiadi
Le Olimpiadi di Berlino 1936 occupano una parte sostanziale del film e vengono affrontate su più livelli.
12’20” Il coach dell’università di Ohio rivolgendosi al giovane Owens: “I record non contano nulla, un giorno arriva qualcuno e te li porta via. Una medaglia d’Oro resta sempre. Vuoi vincere una medaglia? La vuoi vincere a Berlino?”
16’00” Inizia una sezione che a più riprese, fino al minuto 57 quando verrà presa la decisione finale, affronta il tema della discussione interna allo sport statunitense sul possibile boicottaggio contro le Olimpiadi di Berlino per la persecuzione anti ebraica in atto nella Germania
1h18′ Viene introdotta la figura della regista Leni Riefenstahl che assume un ruolo importante nel resto del film dal quale emerge come un personaggio a tutto tondo. Sua la frase al Ministro della Propaganda, Goebbels, “Senza il mio film i suoi Giochi saranno presto dimenticati”
1h20′ Gli ultimi 40 minuti sono dedicati ai Giochi partendo dal villaggio olimpico e dall’accensione del braciere olimpico. Girati per l’occasione si susseguono gli allenamenti e il flusso delle gare senza dimenticare risvolti politici come il mancato saluto del Fuhrer a Owens in occasione della sua prima medaglia d’Oro e l’amicizia tra lo statunitense e il tedesco Luz Long.
Il film si conclude con immagini fotografiche originali dei podi e del ritorno del campione americano negli Stati Uniti